Ulcere da pressione e idrocolloidi
Pressure ulcers, Skin integrity | Fletcher J, Moore Z, Anderson I, Matsuzaki K.
Le ulcere da pressione rappresentano una sfida importante con cui si confrontano i sistemi sanitari e causano ai pazienti notevoli disagi, dolore e umiliazione. Sebbene sia doveroso fare di tutto per evitare la formazione delle ulcere da pressione, non sempre questo è possibile. Il presente articolo descrive il ruolo delle medicazioni idrocolloidali nel trattamento delle ulcere da pressione di I e II stadio (Riquadro 1).
L'entita' del problema
La reale incidenza delle ulcere da pressione, e i costi ad essa associati, non sono noti. Le stime indicano che in Europa sia soggetto ad ulcere da pressione circa il 18% dei pazienti ospedalizzati[1]. Nel 2004 si stimava che il costo totale delle cure dedicate alle ulcere da pressione in Gran Bretagna rappresentava il 4% della spesa sanitaria nazionale (circa 2 miliardi di sterline)[2]. Inoltre, sempre in Gran Bretagna, le ulcere da pressione sono state considerate responsabili della morte di 4.708 persone fra il 2003 e il 2008[3]. Negli Stati Uniti si calcola che i costi associati alle ulcere da pressione nel settore ospedaliero possano raggiungere gli 11 miliardi di dollari l'anno[4].
Gli idrocolloidi e le ulcere da pressione
Gli idrocolloidi sono diffusamente utilizzati nel trattamento delle ulcere da pressione[5]. Se ne consiglia l'impiego nelle ulcere da pressione di II e III stadio[6], ma vengono utilizzati sempre più spesso anche nella gestione delle ulcere da pressione di I stadio[7].
Che cos'è una medicazione idrocolloidale?
Le medicazioni idrocolloidali sono costituite da uno strato di materiale gelificante adeso ad una pellicola semipermeabile o ad un supporto in schiuma. Lo strato gelificante è composto da una matrice adesiva contenente una combinazione di materiali assorbenti come la carbossimetilcellulosa sodica, la pectina e la gelatina. Ne risulta una medicazione assorbente e autoadesiva, anche in condizioni di umidità[8].
Sebbene diverse medicazioni idrocolloidali possano apparire simili, la loro capacità di gestione dei fluidi può variare in maniera significativa[9]. Molti prodotti sono disponibili in una quantità di forme, misure e spessori diversi. Fra questi ci possono essere medicazioni disegnate appositamente per specifiche aree anatomiche (per es. il sacro o il tallone); altre possono essere molto sottili o avere bordi smussati e margini di spessore degradante per evitare che la medicazione formi delle grinze, si increspi o si arrotoli ai bordi. I prodotti più sottili possono essere semitrasparenti per consentire la visualizzazione della lesione senza bisogno di rimuovere la medicazione.
Materiali di rivestimento diversi possono alterare la 'scivolosità' della medicazione. Una superficie esterna più 'scivolosa' abbassa il coefficiente di attrito fra medicazione e paziente riducendo così l'entità di taglio e frizione trasmessi alla cute sottostante e il rischio di danni aggiuntivi.
Molte delle medicazioni idrocolloidali più recenti, inclusi alcuni prodotti di maggiore spessore, sono dotate di margini smussati e superficie esterna levigata.
Come funzionano le medicazioni idrocolloidali?
Alle medicazioni idrocolloidali vengono associate numerose qualità fondamentali per la gestione delle ulcere da pressione fra cui:
- la produzione di un ambiente umido per la ferita
- la gestione dell'essudato
- l'agevolazione dello sbrigliamento autolitico
- la creazione di una barriera contro i microrganismi
- supporto nella gestione del dolore[10].
Un ambiente ottimale per la guarigione
Le medicazioni idrocolloidali creano un ambiente umido noto per la sua efficacia nel favorire la guarigione delle ferite[11]. Nello specifico si ritiene che gli idrocolloidi promuovano l'angiogenesi, aumentino il numero dei fibroblasti dermici, stimolino la produzione di tessuto di granulazione ed aumentino la quantità di collagene sintetitzzato[10].
Sbrigliamento autolitico
La capacità degli idrocolloidi di trattenere l'umidità aiuta ad ammorbidire e reidratare delicatamente il tessuto necrotico e lo slough, facilitando lo sbrigliamento autolitico. Questo può richiedere un tempo più lungo rispetto al debridement chirurgico o biochirurgico. (per es. terapia con larve), ma in alcune situazione può essere il metodo più appropriato.
Prevenzione dell'infezione e dell'infezione crociata
Gli idrocolloidi sono adesivi e impermeabili e, per alcuni di essi, si è dimostrato che agiscono come barriera contro virus e batteri (per es. allo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), al virus dell'epatite B (HBV) e al virus dell'immunodeficienza umana (HIV-1)), a condizione che la medicazione resti intatta e in assenza di perdite o infiltrazioni[12-14]. Per questo motivo gli idrocolloidi possono essere di beneficio nell'impiego in aree regolarmente soggette a pesanti contaminazioni, come il sacro. Diversi studi hanno esaminato la possibilità che la natura occlusiva delle medicazioni idrocolloidali aumenti il rischio di infezione, ma non sono state riscontrate evidenze cliniche che suggeriscano che questo sia il caso[15,16].
Protezione del tessuto neoformato o delle ulcere da pressione di Categoria/Stadio I
Una medicazione idrocolloidale dotata di rivestimento esterno liscio riduce il coefficiente di attrito all'interfaccia paziente-superficie di supporto[17]. La riduzione dell'attrito significa che il paziente è in grado di muoversi liberamente sulla superficie di supporto e che l'area coperta dalla medicazione ha più probabilità di essere esposta a minori livelli di pressione, stiramento e frizione[7,18], riducendo così il rischio che un'ulcera da pressione di Categoria/Stadio I evolva in un danno più profondo.
Su cute arrossata (ulcere da pressione di Categoria/Stadio I) è possibile applicare medicazioni idrocolloidali semitrasparenti che consentono di visualizzare possibili peggioramenti senza dover rimuovere la medicazione stessa.
Gestione del dolore
La formazione di gel durante l'impiego della medicazione idrocolloidale rende la rimozione facile e atraumatica. Si ritiene che l'ambiente umido e privo di ossigeno, creato dalla medicazione, protegga le terminazioni nervose aiutando a ridurre il dolore nel letto della ferita[20,21].



